Il Pchum Ben, conosciuto come il Festival dei Defunti, è una delle celebrazioni religiose e culturali più importanti della Cambogia e delle comunità khmer del Vietnam, in particolare nella regione del Delta del Mekong. A differenza del Capodanno Khmer (Chol Chnam Thmay), che rappresenta un periodo di rinnovamento e gioia, il Pchum Ben è dedicato al ricordo degli antenati e alla devozione spirituale, attraverso preghiere, offerte e opere di merito.
Ma cosa accade durante i tre giorni più importanti del Pchum Ben? In questa guida vi accompagneremo alla scoperta della sua affascinante storia, delle tradizioni più significative e dei luoghi migliori in cui vivere da vicino questa profonda celebrazione spirituale.
Scritto da Trang Nguyen (Esperta Locale)
Aggiornato il Jun 08, 2026
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Trang Nguyen vive in Vietnam da quasi tre decenni e ha trascorso gran parte della sua vita esplorando l’Asia. Ha partecipato a numerosi viaggi sul campo, soggiornato con comunità etniche nelle montagne del nord e acquisito una profonda comprensione delle culture e dei paesaggi locali. I suoi scritti riflettono una passione sincera per i viaggi autentici e le connessioni significative. Se hai domande sui suoi viaggi, non esitare a contattarla e lasciare un commento!
Il Pchum Ben viene celebrato ogni anno per 15 giorni, con il culmine il 15° giorno del 10° mese del calendario lunare khmer (di solito tra settembre e ottobre nel calendario gregoriano). Nel 2025, inizierà il 21 settembre, con il periodo festivo che si estende fino al 5 ottobre circa.
Secondo la tradizione buddista cambogiana, durante questi 15 giorni gli spiriti dei defunti vengono liberati e condotti nel purgatorio, dove il loro destino è deciso dal karma accumulato in vita e dai meriti offerti dai parenti ancora in vita.
La festa è celebrata in tutta la Cambogia, con cerimonie principali che si svolgono nei templi buddisti (wat), luoghi di raccoglimento spirituale e incontro comunitario.
Il festival si celebra in tutta la Cambogia, con le principali cerimonie nei templi buddisti (wat)
Perché i cambogiani celebrano il Pchum Ben?
Cosa significano "Pchum" e "Ben"?
In khmer, "Pchum" significa "incontro" o "riunione", a riflettere il profondo legame tra antenati e discendenti. "Ben" indica invece una palla di cibo. Storicamente, il popolo khmer credeva che gli spiriti affamati tornassero alla pagoda in cerca di nutrimento: da qui l'usanza di preparare ciotole di riso da offrire agli spiriti, con il resto destinato ai monaci. Oggi molte famiglie non spargono più il riso — considerato uno spreco — e preferiscono donarlo ai poveri, trasformando il rito in un atto di generosità concreta.
Le pagode distribuiscono il cibo avanzato del Pchum Ben ai bisognosi
Il significato del Pchum Ben – La Festa degli Antenati
Il Pchum Ben affonda le radici nella venerazione degli antenati e nelle credenze buddiste khmer. Si ritiene che in questo periodo le porte dell'aldilà si aprano e gli spiriti possano fare ritorno nel mondo dei vivi. I familiari esprimono rispetto e gratitudine verso i propri cari scomparsi attraverso offerte di cibo, preghiere e atti di carità, con l'intento di garantire loro una transizione serena nell'aldilà.
I vivi esprimono rispetto e gratitudine verso i propri antenati
Attraverso atti di merito — sfamare i poveri, donare ai monaci, partecipare alle cerimonie religiose — il Pchum Ben diventa anche un tempo di purificazione del karma. Si dice che queste azioni di bontà allevino le sofferenze degli spiriti che si trovano nei regni inferiori.
Il Pchum Ben è anche una preziosa occasione di ritrovo familiare: i parenti cucinano insieme, visitano i templi e tramandano ai più giovani le storie degli antenati, preservando così l'identità culturale khmer. Per un visitatore italiano, è un'esperienza capace di toccare corde profonde — il legame con le proprie radici è, dopotutto, un valore universale.
Quanti giorni dura il Pchum Ben?
Nei primi 14 giorni della festa, noti come "Kan Ben" (detti anche "Dak Ben" o "Ben Touch"), le famiglie visitano le pagode per offrire cibo e preghiere ai monaci. I giorni più intensi dal punto di vista spirituale sono gli ultimi tre — l'ultimo si chiama "Ben Thom" — caratterizzati da rituali elaborati e grandi raduni comunitari. Questi giorni sono anche festività pubbliche: i cambogiani rientrano nei loro luoghi d'origine per celebrare con i cari, in un'atmosfera che ricorda molto il clima del Natale o della Pasqua italiana.
Giorno 1: Il benvenuto agli antenati
Il primo giorno del Pchum Ben è dedicato all'accoglienza degli spiriti dei defunti. Le famiglie puliscono e adornano le proprie case, preparano il Bay Ben (palline di riso glutinoso) e si recano ai templi per offrire cibo e elemosine ai monaci buddisti.
Le palline di riso (Bay Ben) vengono offerte agli spiriti all'alba.
Uno dei rituali più suggestivi del Pchum Ben consiste nel lanciare palline di riso fuori dai cancelli del tempio o nei campi circostanti. Il popolo khmer crede che alcuni spiriti — soprattutto quelli che patiscono nei regni inferiori — non possano entrare nei templi, e queste offerte garantiscono che nessuno rimanga senza nutrimento.
I templi risuonano del canto dei monaci, che recitano testi sacri per guidare gli spiriti verso l'illuminazione. Durante l'intero periodo festivo, i monaci si alternano giorno e notte nella recitazione dei sutra in pali, creando un'atmosfera mistica e raccolta che colpisce profondamente chi la vive da vicino.
Il primo giorno del Pchum Ben è dedicato al benvenuto degli spiriti dei defunti.
La cerimonia dell'"apertura dei cancelli dell'inferno" è uno dei momenti più intensi del festival: consente agli spiriti che soffrono nei regni infernali di tornare temporaneamente a visitare i propri discendenti, sollevati per un momento dalla loro pena. I fedeli accendono incenso e candele e intensificano le preghiere per i loro antenati.
Da sapere: Durante il Pchum Ben, potreste vedere stendardi bianchi a forma di "coccodrillo" nelle pagode (e talvolta nelle case in lutto): simboleggiano la protezione contro gli spiriti irrequieti.
Giorno 2: Il tempo con gli antenati
Nel secondo giorno del Pchum Ben, le famiglie khmer continuano le visite ai templi con offerte più abbondanti: riso, frutta e dolci tradizionali. Si crede che gli antenati riconoscano i propri discendenti proprio attraverso il cibo offerto — ecco perché è importante preparare le pietanze che il defunto amava in vita. Un'attenzione che ricorda molto la cura con cui le famiglie italiane preparano i piatti dei ricordi.
Si crede che gli antenati riconoscano i propri discendenti attraverso il cibo offerto
I monaci fungono da ponte tra i vivi e i morti. Durante il Pchum Ben, offrire elemosine non è solo un gesto di rispetto e sostegno verso di loro, ma anche un dovere come custodi del Dharma. Queste offerte generano meriti che possono essere dedicati sia agli antenati che alle persone care ancora in vita.
Durante il Pchum Ben, offrire elemosine ai monaci è un gesto di rispetto e devozione
Durante la festa, artisti e musicisti eseguono musica tradizionale khmer come lo yike e il lakhon basac. Il tutto culmina con l'emozionante corsa dei bufali di Vihear Sour, dove gli animali vengono adornati con variopinte maschere prima di scendere in pista.
La festa culmina con la corsa dei bufali, adornati con variopinte maschere prima di scendere in pista.
Da sapere:
Nella cultura cambogiana, i genitori sono considerati divinità viventi. Come segno di rispetto e devozione, i figli preparano spesso il pranzo per i genitori prima di recarsi alla pagoda. Un proverbio popolare dice: "Ciò che hai in casa è più potente del dio della pagoda. Chi sono i tuoi dei? Sono i tuoi genitori."
Giorno 3: Il congedo dagli antenati
L'ultimo giorno del Pchum Ben è il più significativo dell'intera festa. Le famiglie khmer portano le offerte più importanti e indossano abiti tradizionali bianchi, simbolo di lutto e rispetto. Ogni famiglia prepara cibo e dolci — come nel primo giorno — per onorare gli antenati a casa prima di congedarsi dagli spiriti dei defunti. Una volta completati tutti i rituali, il festival è ufficialmente concluso.
Le pagode sono gremite di famiglie che portano vassoi di Num Ansom (torte di riso glutinoso avvolte in foglie di banana), incenso, fiori e altre offerte. I monaci cantano ininterrottamente, recitando preghiere propiziatorie per garantire agli antenati la benedizione finale prima del ritorno ai loro regni spirituali.
Num Ansom
Gli ingredienti del Num Ansom
Al tramonto, le famiglie khmer si riuniscono per grandi banchetti comunitari, musica e racconti, riflettendo sull'importanza di onorare il passato mentre si celebra il presente — un momento di calore umano che ogni visitatore porta nel cuore.
Lo sapevi?
In questo giorno non vengono purificati solo le case e gli oggetti: anche gli animali vengono lavati e profumati. I khmer credono di aver utilizzato o allevato questi animali senza chiedere loro perdono, e questo rituale garantisce che anche loro vengano onorati.
Monastero di Wat Ounalom: Considerato il "quartier generale" del buddhismo cambogiano, ospita il patriarca e oltre 500 monaci.
Wat Phnom Daun Penh: Uno dei templi più significativi e sacri di Phnom Penh, meta di pellegrini da tutto il paese e tappa imperdibile per i visitatori.
Wat Phnom Daun Penh
In Vietnam
In Vietnam, il Pchum Ben viene celebrato dalle comunità khmer in province come Binh Phuoc, An Giang, Tra Vinh, Soc Trang e Kien Giang, nel Delta del Mekong, dove la gente onora gli antenati con offerte di cibo, preghiere e rituali comunitari. Ecco le aree da esplorare in questo periodo:
Tra Vinh: Nota per la sua ricca cultura khmer e i suoi splendidi templi, questa regione ospita cerimonie suggestive durante il Pchum Ben.
Soc Trang: Una provincia con una grande popolazione khmer, dove le pagode locali si animano di festeggiamenti vivaci.
Kien Giang: Questa provincia costiera conta diverse pagode khmer che si riempiono di offerte e rituali durante la festa.
An Giang: Un'altra provincia del Delta del Mekong dove la comunità khmer celebra il Pchum Ben con tradizioni proprie e significative.
Binh Phuoc: Meno conosciuta, ma la comunità khmer di questa provincia onora ugualmente i propri antenati durante il Pchum Ben.
Da sapere: Sebbene il Pchum Ben in Cambogia e il Sen Dolta nel Delta del Mekong condividano radici religiose e culturali simili, esistono differenze sostanziali nel modo in cui vengono celebrati:
Il Pchum Ben è una festa buddista celebrata principalmente in Cambogia, mentre il Sen Dolta, osservato dalla comunità khmer in Vietnam, unisce il buddismo alle tradizioni agricole locali.
Il Sen Dolta include banchetti familiari e altari degli antenati in casa, mentre il Pchum Ben pone maggiore enfasi sulle offerte nelle pagode.
In alcune comunità khmer del Vietnam, il Sen Dolta coincide con la "Festa del Nuovo Riso", incorporando usanze legate al raccolto che non si trovano nel Pchum Ben.
Se volete immergervi nello spirito di entrambe le feste, perché non esplorare entrambi i lati del confine? Scoprite i nostri itinerari che includono le celebrazioni di entrambi i festival:
Cosa fare come visitatore straniero durante il Pchum Ben
Partecipate alle cerimonie nelle pagode e osservate i rituali buddisti, se siete invitati o se è consentito.
Piccole donazioni di riso, frutta e dolci saranno molto apprezzate.
Indossate abiti sobri e rispettosi: camicia bianca e pantaloni neri per gli uomini, camicia bianca e gonna tradizionale per le donne (spalle e gambe coperte; no shorts o canottiere).
Arrivate tra le 7 e le 10 del mattino per evitare la ressa delle prime ore.
Portate cibo da offrire ai monaci; intorno alle 11:30-12 segue un banchetto comunitario.
Per evitare problemi igienici, lavate le mani, tenete separati i cibi crudi da quelli cotti e assicuratevi che tutto sia ben cotto.
Monaci khmer
Per concludere
Il Pchum Ben non è solo una festa religiosa: è un pilastro dell'identità cambogiana, un momento che rafforza i legami familiari, la solidarietà comunitaria e la trasmissione delle tradizioni. Per un viaggiatore italiano, rappresenta un'occasione rara per entrare in contatto con valori profondi — il rispetto per i genitori, la memoria degli antenati, la gratitudine verso chi ci ha preceduto — che, pur espressi in forme diverse, risuonano anche nella nostra cultura. Se vi trovate in Cambogia tra settembre e ottobre, non lasciatevi sfuggire questa esperienza: è uno di quegli incontri con l'anima di un popolo che nessuna guida turistica può restituire davvero.
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